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Potrebbe diventare una class action per difendere unitamente i diritti dei consumatori ed ottenere il risarcimento dei danni subiti.
Scrivici all’indirizzo:assoconseoliani@libero o consulta la pagina dei contatti

L’associazione consumatori eoliani comunica che sta predisponendo i ricorsi collettivi per impugnare la procedura del c.d. numero chiuso previsto per l’accesso alla facoltà di medicina mediante test selettivi per l’anno accademico 2014/2015, nonché per le irregolarità nei singoli atenei.
Le adesioni dovranno pervenire comunicando entro il 15 maggio l’associazione consumatori( studiolacava@virgilio.it) 090 346288- 333 4006320

Difendersi dall’usura bancaria
La Corte di Cassazione, con la sentenza del 9 gennaio 2013 n. 350, pubblicata pochi giorni fa, ha sancito due principi importanti e nuovi a favore dei risparmiatori: 1) i mutui con tassi usurai possono essere annullati interamente; 2) il calcolo del tasso di usura si fa sommando tutte le somme addebitate dalla banca e non solo guardando agli interessi pattuiti per contratto. Pertanto, se le penali, le commissioni, gli interessi di mora, le spese comunque denominate ecc., sommate al tasso degli interessi, sforano la soglia dei tassi ufficiali fissati in base alla legge antiusura n.108 del 1996, il mutuo è invalido.
Le conseguenze pratiche di questi due principi sono: il consumatore non dovrà pagare neppure un euro di interessi e tutti quelli già pagati dovranno essere restituiti dalla banca. I consumatori che stanno subendo una procedura espropriativa da parte di una banca possono chiedere l’annullabilitá del mutuo e questo sará motivo molto forte per bloccare la procedura esecutiva in corso
Anche a causa della crisi economica, sta emergendo in tutta la sua gravità il preoccupante e crescente fenomeno dell’usura bancaria, che è diventato uno dei problemi più gravi della nostra economia.
Del problema relativo ai tassi di interesse usurai illegalmente praticati dalle banche e dalle finanziarie si sono occupati estesamente negli ultimi tempi anche i media, sia cartacei che televisivi e digitali, con dettagliate inchieste che hanno evidenziato come, in numerosissimi casi, su prestiti che le banche hanno erogato in questi ultimi 10 anni su mutui e finanziamenti, ma anche su situazioni di scoperti di conto corrente non affidati, siano stati praticati su larga scala tassi di interesse da usura.
Molti casi di usura bancaria verificati su scoperti di conto corrente sono spesso originati dal fatto che pochi controllano attentamente e con periodicità le condizioni contrattuali del proprio c/c , non immaginando quanto possa costare uno sconfinamento senza un fido.
In determinate e, purtroppo molto comuni, occasioni, la situazione può diventare molto grave, con conseguenze pesanti per le aziende (piccole e piccolissime soprattutto) e i semplici cittadini.
Il paradosso dell’attuale situazione è che, mentre le banche concedono crediti e fidi con molta difficoltà, nello stesso tempo applicano tassi da usura sugli scoperti .
In questi casi la pratica dell’usura bancaria è favorita dal fatto che la modalità con la quale le commissioni previste nei contratti di apertura di c/c predisposti dagli istituti di credito sono, sugli scoperti di conto corrente di norma poco trasparenti e inserite in postille che i clienti spesso tendono a non leggere attentamente o a sottovalutare.
E’ invece di tutta evidenza che uno sconfinamento anche minimo sul proprio conto corrente può costare parecchie decine di euro, anche se solo per un giorno.
Uno scoperto di fido o di conto corrente può generare costi altissimi per i clienti che lo superano determinando condizioni e tassi anomali che spesso possono produrre usura bancaria.
A tal proposito va sottolineato che la commissione di massimo scoperto, ampiamente utilizzata negli anni 70/80/90, ha concorso a determinare interessi composti che hanno prodotto anatocismo e nei casi più eclatanti usura bancaria.
Nello specifico il problema come è ben noto risiede nella rilevazione del tasso effettivo globale medio che, a norma dell’ art.2 della legge 108/96 deve ricomprendere su base annua tutte le commissioni o remunerazioni che a qualsiasi titolo vengono chieste dalle banche ad esclusione d’ imposte e tasse.
La verifica del rispetto delle soglie di legge, da parte di ciascun intermediario finanziario, richiede il calcolo del tasso in concreto praticato, sommando tutti gli interessi e gli oneri in relazione all’ importo accreditato sul conto corrente comprensivo della commissione di massimo scoperto.
I recenti interventi legislativi, hanno previsto espressamente che le commissioni e le provvigioni a favore delle banche, calcolate sulla effettiva durata dell’ utilizzazione delle somme accreditate, dovranno essere rilevate ai fini del tasso effettivo globale medio.
Usura Bancaria: il tasso di usura
Per inquadrare il problema con precisione è indispensabile chiarire innanzitutto la nozione di tasso di usura .
Per definirne l’entità e quindi la natura, la Banca d’Italia stabilisce, con cadenza trimestrale, il valore del tasso massimo d’interesse, in questo caso denominato “tasso soglia”, che le banche possono applicare ai loro clienti, sia quando gli stessi richiedano un mutuo, un prestito o un affidamento in conto corrente.
Quando avviene il superamento del tasso soglia stabilito da Banca italia , si verifica un caso di usura bancaria, in questa circostanza, i clienti che l’hanno subita possono, utilizzando le vie legali, richiedere la restituzione del denaro indebitamente pagato.
Verificare se si è colpiti dall’usura bancaria è il primo passo
Comprendere se si è stati oggetto di usura bancaria, è il primo passo per poi avviare le necessarie procedure di recupero, svolgere le necessarie operazioni di verifica può essere un compito difficoltoso, quando svolto senza l’assistenza di professionisti specializzati.
L’Associazione Consumatori Eoliani mette per questo a disposizione dei propri assistiti un pool di professionisti che si occupano di ogni aspetto sia burocratico e di acquisizione e verifica documenti, sia della predisposizione dei documenti necessari per la pratica di recupero degli interessi da usura bancaria indebitamente incassati da banche e finanziarie.
Difendersi è possibile,:
• Verifica conti correnti: ricordiamo che è sempre necessario richiedere alla banca l’estratto conto.
Per legge, l’istituto di credito è obbligato a fornire i documenti relativi ai rapporti degli ultimi 10 anni, e così pure i contratti relativi al c/c e al fido.
E’ possibile verificare pure conti correnti già chiusi, se non sono trascorsi più di 10 anni.
• Mutui, finanziamenti e interessi di mora: nei contratti di mutuo o di finanziamento si riscontrano molto spesso delle anomalie nell’applicazione del tasso di mora.
Nel caso in cui un cliente ha stipulato un contratto di mutuo della durata di 20 anni dieci anni fa e venisse ora acclarato che la banca o la finanziaria avesse applicato interessi usurai, gli stessi istituiti si vedrebbero costretti a restituire gli interessi pagati negli ultimi 10 anni e nei rimanenti anni, li stessi non dovranno essere più corrisposti.
Diventa quindi fondamentale accertare con precisione la sussistenza degli elementi che individuano i casi di usura bancaria, attraverso analisi dei conti correnti e dei contratti di mutuo o leasing, la redazione di una perizia corretta
Per info : studiolacava@virgilio.it ;tel 090.346288; asasociazioneconsumatorieoliani@wordpress.com

USURA

CONVEGNO SABATO 23 NOVEMBRE 2013 ALLE ORE 17.30 presso l’Hotel Filadelfia- Lipari,  l’A.C.E. in collaborazione con Protekne INVITA tutta la cittadinanza a partecipare al fine di porre chiarezza sulle problematiche relative alla restituzione degli interessi illegittimi nei contratti di mutuo, di c/c e finanziamenti.

L’Associazione Consumatori Eoliani comunica a tutti i medici specializzandi che abbiano frequentato il corso di specializzazione a prescindere da qualsiasi attività lavorativa svolta (medico di guardia o altro) e per le specialità riconosciute a livello nazionale che hanno diritto ad ottenere un risarcimento danno dallo Stato Italiano pari a circa 15.000, 00 euro annui per il mancato recepimento di una direttiva della comunità europea.

Si devono prendere in esame due gruppi:

1) Primo gruppo dal 1994 al 1999: la direttiva europea del 93 assegna un diritto ai medici di percepire somme che non vengono definite retribuzione quindi si potrebbe impostare la causa sulla base di una differenza di trattamento rispetto al secondo gruppo (1999 – giugno 2007) per cui è prevista la retribuzione e i contributi.

2) Secondo gruppo dal 1999 al giugno 2007: la legge italiana del 1999 di attuazione della direttiva del 1993 dispone a favore della riconducibilità dei proventi dati ai medici specializzandi nell’ambito della nozione di retribuzione tipica del lavoratore dipendente.

Ne consegue il diritto a percepire non la borsa di studio sic et sempliciter, bensì la retribuzione, comprensiva di contributi, che spetterebbe ad un medico dipendente.

Le somme da recuperare ammontano rispettivamente per la differenza retributiva 11.000 euro all’anno circa, mentre per i contributi circa 2.000 -2.500.

I ricorsi si possono presentare entro luglio 2012

*Presidente associazione Consumatori Eoliani

Per info. Chiamare il num 333-4006320

Le Sezioni Unite Civili di Cassazione, con la sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010, hanno respinto il ricorso della Banca Popolare Pugliese avverso la Sentenza n. 97 del 2009 emessa dalla Corte d’Appello di Lecce, relativamente ad una causa per la ripetizione di illegittime competenze bancarie avviata da un correntista salentino. I principi favorevoli agli utenti dei servizi bancari vittime dell’anatocismo (interessi sugli interessi) stabiliti dalla Suprema Corte di Cassazione,che assestano l’ennesimo duro colpo agli istituti di credito, costretti ora a restituire agli utentin usurati decine di miliardi di euro,stabiliscono che la prescrizione del diritto del correntista a ottenere la restituzione delle somme, illegittimamente addebitate dalla banca sul conto corrente, scatta dalla chiusura del rapporto e non dalla data della singola annotazione a debito sul conto, riaffermando il divieto assoluto dell’anatocismo trimestrale e annuale. Dopo aver già affermato l’illegittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi, la Suprema Corte ha stabilito, infatti, che né la banca, né il giudice possono applicare una capitalizzazione con una diversa periodicità. In questo modo ha dichiarato illegittima anche la capitalizzazione annuale del servizio del credito, ovvero gli interessi. Interessi Ultralegali, Commissioni di massimo scoperto, giorni di valuta “fittizi”, spese forfettarie ed anatocismo trimestrale ed annuale. Richiesta di rimborso.  Istruzioni per l’uso.
Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione, Consigliere Relatore Dott. Renato RORDORF, con la sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010 hanno respinto il ricorso della Banca Popolare Pugliese avverso la Sentenza n. 97 del 2009 emessa dalla Corte d’Appello di Lecce, in persona del Consigliere Dott. Alessandro Silvestrini, relativamente ad una causa per la ripetizione di illegittime competenze bancarie avviata da un correntista salentino, Le Sezioni unite hanno chiarito una volta per tutte, dando più tempo ai clienti che presentano istanza per la restituzione degli interessi anatocistici indebitamente versati che “dopo la conclusione di un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, il correntista agisce per far dichiarare la nullità della clausola che prevede la corresponsione di interessi anatocistici e per la ripetizione di quanto pagato indebitamente a questo titolo, il termine di prescrizione decennale cui tale azione di ripetizione è soggetta decorre, qualora i versamenti eseguiti dal correntista in pendenza del rapporto abbiano avuto solo funzione ripristìnatoria della provvista, dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura dei conto in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati.” Il termine decennale di prescrizione per richiedere alla banca gli interessi anatocistici indebitamente pagati decorre dalla data in cui è stato estinto il saldo di chiusura del conto ed interessa tutte le operazioni operate dal correntista dall’apertura del conto alla sua chiusura. Non solo. Sul fronte capitalizzazione degli interessi il Collegio esteso ha rafforzato un principio già sancito dal legislatore e secondo cui “l’interpretazione data dal giudice di merito all’art. 7 del contratto di conto corrente bancario, stipulato dalle parti in epoca anteriore al 22 aprile 2000, secondo la quale la previsione di capitalizzazione annuale degli interessi contemplata dal primo comma di detto articolo si riferisce ai soli interessi maturati a credito del correntista, essendo invece la capitalizzazione degli interessi a debito prevista dal comma successivo su base trimestrale, è conforme ai criteri legali d’interpretazione del contratto ed, in particolare, a quello che prescrive l’interpretazione sistematica delle clausole; con la conseguenza che, dichiarata la nullità della surriferita previsione negoziale di capitalizzazione trimestrale, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall’art. 1283 c.c. (il quale osterebbe anche ad l’eventuale previsione negoziale di capitalizzazione annuale), gli interessi a debito del correntista debbono essere calcolati senza operare capitalizzazione alcuna”.
Insomma il correntista può recuperare tutto le somme che la banca ha illegittimamente acquisito dalla prima operazione sino alla chiusura del conto, purché questo non sia chiuso da oltre dieci anni.
Inoltre è vietata ogni forma di anatocismo: è, dunque, vietato l’anatocismo trimestrale e quello annuale.
1) Quali conti sono interessati e per quale periodo? Sono coinvolti tutti i conti che abbiano presentato saldi passivi per qualsivoglia motivo. I conti attivi non sono interessati. Il periodo interessato al ricalcalo/rimborso va dall’apertura del conto alla chiusura.
2) Se il conto è stato chiuso? Non si ha diritto al rimborso se il conto è stato chiuso oltre 10 anni fa. Se il conto è stato chiuso da non oltre 10 anni il diritto non è prescritto.
3) Che cosa si deve fare? Si richieda il rimborso alla banca utilizzando il fac simile predisposto dalla associazione consumatori eoliani.
4) Se la banca non risponde? Se la banca non risponde o non rimborsa si può decidere di citarla in giudizio.
5) Da quando può essere richiesto il rimborso? Il ricalcalo può essere preteso a partire dal 1942, comunque da quando il conto è andata in rosso, purché si abbia documentazione bancaria originale probante (estratti conto).
6) Se non si ha documentazione? Si può richiederla alla banca tenendo presente che:
1) E’ possibile richiedere copia degli estratti conto (punto 4° dell’art. 119 del Testo Unico Bancario) ma a titolo oneroso. Occorre cioè indicare nella lettera di richiesta in che modo la banca potrà introitare le sue commissioni per il servizio richiesto (ad esempio, indicando il numero di conto da addebitare, o pagando allo sportello bancario prima di ritirare copia della documentazione).
Attenzione. Le banche impongono anche 10 euro per foglio: occorre informarsi e valutare il costo complessivo della nostra richiesta. Chiedere estratti conto per più anni comporta una spesa di cui essere consapevoli.
2) La banca deve produrre copia entro 90 giorni dal nostro ordine.
3) Per legge la banca è tenuta a conservare per 10 anni la documentazione inerente i conti correnti. Pertanto, se non abbiamo documentazione, la nostra richiesta non può che interessare gli ultimi 10 anni.
7) Come calcolare l’entità del rimborso? Esistono in commercio software per calcolare con precisione l’entità del rimborso. Per avere indicazioni è possibile sentire l’associazione consumatori eoliani cell. 333-4006320
8) Se lo sportello è passato ad altra banca? Si farà richiesta alla banca che ha applicato indebitamente l’anatocismo: se il conto è stato acquisito (per la vendita dell’agenzia) da altra banca si farà richiesta ad entrambe per i periodi coinvolti (alla banca X dal… al…., alla banca Y dal…. al….)
9) Se sono stati aperti più conti con la stessa banca?  E’ opportuno inviare tante richieste di rimborso per quanti sono stati i conti coinvolti.

L’Associazione consumatori eoliani, dopo aver provveduto a depositare i ricorsi presso il Tribunale del lavoro per i precari della scuola, personale ata e docenti, comunica a tutti coloro i quali risultano impiegati  per almeno tre anni consecutivi  presso le strutture sanitarie con contratti a tempo determinato, che anche tali contratti sono da ritenersi illegittimi per violazione del dlgs 368/2001.
Pertanto gli stessi hanno diritto ad ottenere il risarcimento dei danni per ogni anno di prestazione lavorativa effettuata al servzio delle predette strutture sanitaria.
Chiunque fosse interessato ad impugnare tali contratti a termine illegittimi può farlo entro e non oltre il 21.1.2011 contattando l’associazione ai seguenti recapiti:
339-8107105, 333-4006320, 349-3876466

Il vice presidente dell’Associazione Consumatori Eoliani  prof. Bartolo Pavone  avvisa tutti il personale precario docente ed ATA che l’associazione, di cui lo stesso è responsabile del settore scuola, sta promuovendo ricorso al tribunale del lavoro competente al fine di ottenere il risarcimento dei danni in favore dei precari per l’illegittimità dei contratti a tempo determinato stipulati con la pubblica amministrazione senza che venisse indicata la causa giustificatrice.
Ed infatti come conferma l’avvocato Vincenzo La Cava, presidente dell’associazione , nonché legale interessato per la predisposizione dei ricorsi, “ nei suindicati contratti di lavoro a tempo determinato non sono state esplicitate le puntuali ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive che hanno giustificato l’apposizione del termine e pertanto gli stessi contratti sono stati posti in essere in violazione della normativa che regola la materia e, in particolare, del Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368 con il quale l’ordinamento italiano ha inteso dare attuazione alla direttiva 1999/70/Ce relativa all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall’UNICE, dal CEEP e dal CES, – che i suindicati contratti a termine devono quindi ritenersi posti in violazione dell’art.1 D. Lgs. 368/01, che prevede l’inefficacia del termine anche ai sensi dell’art 1419 comma 2 c.c., quando la ragione giustificatrice non emerga da atto scritto, con la conseguenza che l’illegittima apposizione del termine travolge l’intero contratto
È importante però affrettarsi nel presentare i ricorsi anche e soprattutto alla luce del recente decreto legge n. 183 del 4.11.2010 noto come” collegato lavoro”, che contiene infatti un trappolone di cui il governo non ha dato nessuna informazione agli interessati. Ed invero, l’art 32 commi 3 e 4 della legge in questione stabilisce che le disposizioni di cui all’art 6 della Legge 15/07/1966 n. 604( prescrivono che il licenziamento del dipendente va impugnato entro 60.gg ) si applicano anche: ai contratti a termine;ai rapporti di collaborazione coordinata e continua ( co.co.co. );ai rapporti di collaborazione coordinata a progetto( co.co.pro.) ed e’ retroattiva,vale cioe’ non solo per i rapporti di lavori futuri,ma anche per quelli in essere e per quelli gia’ conclusi-“.Pavone chiarisce e puntualizza:-” la legge stabilisce che tutte queste persone devono fare l’impugnazione contro l’amministrazione entro 60.gg dall’entrata in vigore della legge.Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 09/11/2010,entra in vigora dopo 15 gg.,cioe’ il 24/11/2010.Dal quel momento scattano i 60.gg. Fino ad oggi la legge dava anche anni di tempo al lavoratore per regolare i conti con chi pensava che lo avesse trattato ingiustamente. Adesso si fissa un termine ravvicinato che riguarda tutti i casi pregressi,proponendo al precario o ex precario un bivio: Fare subito causa o metterci una pietra sopra”.
Il vice presidente dell’associazione invita pertanto tutti gli interessati a contattare l’Associazione ai seguenti recapiti:
349-3876446- 333-4006320.

L’ Associazione Consumatori Eoliani, presieduta dall’avvocato Vincenzo La Cava, comunica a tutti i filicudari nonche’a tutti coloro in possesso di regolare titolo di viaggio rimasti bloccati in data 27-28/10/2010 a Lipari a causa del mancato trasporto ordinato da parte del Comandante del mezzo veloce ATANIS della compagnia Siremar in direzione verso Filicudi o in altre destinazione inserite nel biglietto che sta avviando una azione legale collettiva nei confronti della medesima Compagnia Statale al fine di chiedere ed ottenere la restituzione del prezzo del biglietto nonche’ un adeguato risarcimento di tutti i danni patiti a causa dei notevoli disagi a disservizi arrecati in occasione dell’evento descritto per esclusiva responsabilita’ ascrivibile esclusivamente in capo alla Siremar spa. A tal proposito si invitano tutti i passeggeri in possesso di regolare biglietto di trasporto a contattare immediatamente la nostra Associazione al fine di aderire alla predetta azione e poter così vedere riconosciuti i vostri diritti ingiustamente calpestati da arbitrari quanto ripetuti illegittimi comportamenti da parte delle compagnie di navigazione. Per informazioni contattare i seguenti recapiti: 333.4006320- :349/3876466

E’ del 17 ottobre l’intervista del Prof. Bartolo Pavone Segretario Regionale dell’Ugl Scuola Sicilia e vice presidente dell’Associazione Consumatori Eoliani.
Pavone ha evidenziato che le priorita’sono tante ma  puntualizza: la necessità di incrementare i posti del personale docente ed Ata tramite una maggiore richiesta di tempi pieni ed i posti in deroga nel sostegno per ogni ordine e grado a tutela degli alunni disabili in possesso dell’art 3 comma 1 e 3 della legge 104/92 ,tra l’altro la C.M.n.59/2010 e la Sentenza Costituzione n.80 ne da ampia autorizzazione ; e la stabilizzare tutto il personale precario con un programma ben definito.
Pavone,inoltre, mette in grande evidenzia la necessita’ di garantire scuole piu’ sicure per alunni, personale che ci lavora e per la tranquillita’ delle famiglie, nel rispetto dei parametri stabiliti dalla nuova normativa vigente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Quest’ultima una battaglia che il Prof. Pavone sta portando avanti insieme a tutto il direttivo dell’Associazione Consumatori Eoliani di cui Pavone è Vice-Presidente, che si sta facendo portavoce della class action per il risarcimento danni ai precari.
Il Prof. Pavone è inoltre responsabile delle problematiche scolastiche dell’Associazione dei Consumatori del Sud con sede a Messina.
E’ possibile accedere all’intervista alla URL:
http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=137773&Edizione=13&A=20101017